martedì 21 ottobre 2014

Sento...

"Che palle 'sto telefonino!!!" lamentando l'invadenze dello squillo in una conversazione.
Ma sono colti da infarto al miocardio se la batteria sta per scaricarsi.

"Siamo proprio in piena crisi, non riesco ad arrivare a fine mese e i soldi non ci bastano più neache per mangiare. Oh scusa, mi squilla il telefono..." e tirano fuori l'ultimo modello appena sfornato dalla Silicon Valley.

"Sabato ci tocca andare al catechismo e domenica ci tocca andare alla messa".
E io che credevo che 'ci tocca' si potesse usare solo con il verbo morire.

"Blablablablablablablablablablablablabla...".
Sento commenti troppo superficiali su argomenti troppo seri.
Sento pettegolezzi e frecciatine gratuite, troppo gratuite.
Sento gente aprir bocca credendosi un candidato al prossimo premio Nobel.
Sento persone parlare propio quando dovrebbero tacere.

 "..."
Sento persone tacere propio quando dovrebbero urlare.

mercoledì 15 ottobre 2014

Infissi

Chiusa una porta,
si apre un portone.

Chiuso un portone?
Si apre un....
VAFFANCULO!!

martedì 7 ottobre 2014

Il mio problema (uno dei tanti)

Uno dei miei problemi è questo maledetto animo da crocerossina.
Sono attratta dalle persone con problemi, con angosce, con paure e vite incasinate.
O forse sono loro che sono attratte da me.
O, ancora, qualcuno ci fa incontrare o quello che volete voi.
E' che io c'ho sempre creduto.
Di poter cambiare il mondo intendo.
Forse il mondo intero no, ma cambiare la giornata a qualcuno a me vicino sì.
Cambiare in meglio, si spera.
Fatto sta che la mia empatia non mi permette di girare la testa altrove, di fregarmene, così mi ritrovo invischiata in giornate "pesanti".
Sono una tipa che ascolta.
Mi immedesimo nelle situazioni, soffro e mi incazzo.
Non so dare buoni consigli, non ne ho nemmeno il diritto.
Ma magari posso provare a vedere la situazione da un punto di vista esterno e, soprattutto, sempre con tanta sincerità (che a volte fa male).
Mi piace credere che forse, anche grazie al mio ascolto, certe persone si sentono più serene.
Perché i miracoli non li fa più nessuno da tanti anni, ma so che a volte per alleviare le angosce di qualcuno bastano solo due orecchie, un po' di attenzione e un caldo abbraccio.
Adesso il problema è che tantissime persone parlano con me "solo" dei loro problemi, non perché posso farci niente ma perché si sentono meglio dopo essersi sfogate.
Se da una parte questo mi fa sentire "importante", dall'altra mi mette al tappeto.
Perché ho veramente tanto bisogno di leggerezza.
Due chiacchere senza temi seri e sentimenti.
Puro cazzeggio.
Risate e leggerezza.
Ottimismo e simpatia.
Perché anche le crocerossine, ogni tanto, hanno bisogno di ferie

venerdì 3 ottobre 2014

Vedo...

Vedo amiche ridere insieme, darsi pacche sulle spalle, baci e abbracci;
vedo le stesse amiche che appena si voltano di spalle si pugnalano con una ferocia che Hannibal in confronto è mago Zurlì.

Vedo mamme accompagnare i figli alla partita di calcio con tacchi a spillo e pantaloni bianchi;
vedo le stesse mamme barcollare pericolosamente a rischio frattura femore sulla stradina imbrecciata davanti gli spogliatoi e poi mettere un fazzoletto di carta sulle gradinate per non sporcarsi il culo.

Vedo gente sgomitare per farsi notare e quando finalmente qualcuno si accorge di loro non hanno niente da dire.

Vedo la tassa dei rifiuti triplicare, così come lo sbattimento per la raccolta differenziata, la casa piena di buste, sacchetti, contenitori vari e nessuno che mi levi dalla testa che fuori dalla mia porta butteranno tutto nella stessa buca chissà dove.

Vedo persone che non sanno perdere, che preferiscono trovare mille scuse piuttosto che ammettere che forse, ma solo forse, qualcuno è meglio di loro nel fare qualcosa.

Vedo la prepotenza di chi usa la crisi per fare lo stronzo con i dipendenti, tanto non hanno di meglio dove andare.
Vedo dipendenti che magari sotto un ponte mangiando pane e cipolla a vita, ma lo stronzo con me non lo fai.

Vedo bellissime donne che si truccano talmente tanto che in confronto Moira Orfei sembra una ragazza acqua e sapone.

Vedo la mail piena di gente che vuole regalarmi soldi, lavori extra da duemila euro al mese, occasioni imperdibili.
Vedo che nonostante queste grandi opportunità continuo a faticare ad arrivare a fine mese.

Vedo che c'è chi non vive un giorno senza sapere cosa ha fatto oggi Belen.
Vedo che ci sono giornalisti che forse da giovani avevano grandi aspirazioni, ma si ritrovano a dover contare quante volte va a pisciare Belen, suo figlio o quel demente del marito.

A volte basterebbe solo chiudere gli occhi...


martedì 23 settembre 2014

Sincronia

Mesi fa lamentavo il fatto che il mio corpo non seguiva il mio cervello.
Con la testa facevo mille pensieri, progetti, giri, viaggi ma i miei muscoli non riuscivano a seguire quel ritmo frenetico.
Poi, nella speranza di migliorare la situazione, ho iniziato la mia nuova vita fatta di cibi sani (più o meno) e attività fisica (più meno che più).
Così mi sono ritrovata a questo punto.
Ad oggi il mio cervello e il mio corpo sono perfettamente sincronizzati.
Era ora. Direte voi.
Mica tanto. Dico io.
Il fatto è che forse ho espresso un desiderio, ma sono stata fraintesa. O mi sono spiegata male.
Il corpo doveva essere più reattivo. Non doveva stancarsi con la facilità con cui mi lasciava senza fiato (letteralmente) a metà giornata.
Invece è rimasto invariato.
E allora cosa ha fatto quello stronzo del mio cervello?
Ha rallentato lui, fottuto bastardo.
Così mi ritrovo perfettamente sincronizzata.
Corpo e testa che seguono un unico ritmo.
Peccato che sia quello di un bradipo zoppo e pure mezzo acciaccato.
Mi dimentico qualsiasi cosa, faccio ragionamenti al rallentatore, perdo facilmente la concentrazione. Il tutto condito da una stanchezza fisica ormai cronica.
Forse ho bisogno di una pausa.
Lunga.
Tanto lunga.
Pausa da cosa?
Boh...forse una specie di letargo.
Tutto sommato non è poi così male.
A parte che vagabondo per il mondo trascinando i piedi con la faccia di una tossica.
O_o

sabato 13 settembre 2014

Effetto reset

Con tutta questa pioggia il bicchiere non è pieno.
E' stracolmo.
Ieri, dopo l'ennesimo acquazzone (ma quanto dura un acquazzone? Dopo sei mesi si può ancora parlare così o possiamo semplicemente chiamarlo "tempo di merda!"?), bagnata fradicia e infreddolita ho alzato gli occhi al cielo e ho pensato che ogni cosa, ogni maledetta cosa ha sempre un lato positivo.
A volte, quando ci sentiamo giù, basta semplicemente guardare in sù.
Non ho visto mai tanti arcobaleni come quest'anno.
Pura meraviglia per occhi e anima.
L'arcobaleno ci incanta oggi come quando eravamo bambini, non potete negarlo.
E' un fenomeno che, per quanto scientificamente spiegato e rispiegato, ha un fascino tutto particolare.
Non ci si può non incantare davanti alla bellezza e all'amonia di quella luce trasformata in colori.
Io rimango a bocca aperta con la felicità che mi pervade tutto il corpo.
In un attimo si azzera tutto il mio mondo.
La pioggia, il freddo, la fatica, i pensieri, le incazzature, gli stronzi non esistono più.
A me l'arcobaleno fa l'effetto di un CTRL+ALT+CANC.




martedì 9 settembre 2014

A lezione da De Niro

Ad una settimana dall'inizio della scuola già punto i piedi e faccio i capricci.
Io.
Mi sono chiesta cosa fosse questo malessere.
Non c'entra la fine dell'estate o delle vacanze, il ritorno alla routine infvernale.
E' che DEVO ricominciare a frequentare gente che non mi va proprio di rivedere.
Tante mamme, alcuni papà, rappresentanti di classe, facce da culo varie.
Mi devo immergere di nuovo in quel mondo falso e ipocrita costituito dal "gruppo di classe", dove non esiste nessun "gruppo" tantomeno "di classe".
Genitori che fanno "gruppetti", che custodiscono segreti che se svelati probabilmente porterebbero all'uccisione del Papa o alla pace nel mondo o semplicemente non ce ne fotte una beata minchia non interessa nessuno...
Finti sorrisi e stucchevoli convenevoli che anche no.
Madriteresedicalcutta davanti la maestra e stronze-odiose appena l'insegnante volta le spalle.
Io che non ci sto e che quindi sono "quella rustica, asociale". Peccato che io posso diventare socievole (con chi voglio), ma loro falsi ci moriranno.
'Siamo tutti amici!!'
Amici? Chi, voi?
Amici un cazzo.
Io i miei amici me li scelgo con tanta, tantissima fatica.
Dopo trentacinque anni si contano sulle dita di una mano di un cartone animato americano (che ne ha quattro!).
Non sono abituata a chiamare amico chiunque abbia un figlio/a dell'età del mio e la sorte (o la sfiga) ha voluto riunirli in una classe di scuola.
Certo qualche genitore mi è pure simpatico, mi piace scambiarci qualche battuta, ma niente di più. E comunque sono la minoranza.
Il numero grosso appartiene alla categoria iomadremodelloorganizzo festemasoloperchidicoiomalaclasseèunita.
Sono insofferente.
Cerco di pensare che basterà non dare confidenza a nessuno, ma in realtà so che nel bene o nel male dovrò parlarci per rimanere aggiornata sulle iniziative della classe.
Perché se te ne stai per i fatti tuoi ti tagliano fuori e non ti fanno sapere niente.
Non mi va di passare per quella che se ne frega del figlio.
Non tanto per le maestre che... sticazzi, ma per Diego.
Lui ci tiene e non voglio deluderlo.
Mi rimbocco le maniche.
Ho ancora una settimana per seguire qualche lezione di recitazione.
Mi sa che mi ci vorrebbe De Niro come professore.