lunedì 12 ottobre 2015

Elogio della pigrizia.

Qualcuno si deve prendere la responsabilità di difendere la pigrizia.
Ma chi l'ha detto che la pigrizia è un difetto? E se non lo fosse?
E' sicuramente un immenso limite se è a livello mentale, culturale, di innovazione.
Ma fisicamente, che male c'è ad essere pigri?
Se uno non ha voglia di camminare/correre/sudare/faticare come dargli torto?
E poi, diciamocelo, un pigro non dà fastidio a nessuno.
Non ti obbligherà mai ad alzarti presto la domenica mattina per fare sport.

Non confondiamo il pigro con il fannullone, sono due cose ben distinte.
Il fannullone non vuole lavorare, ma sa sprecare energie per i cazzi suoi.
La pigrizia è un modo di vivere, è il non sentirsi obbligato a fare mille cose per ritenersi vivo o figo o per compiacere qualcuno.
Il pigro se ne fotte di non piacere e soprattutto si accetta per come è.
Il pigro non si sente "sbagliato", lo fanno sentire sbagliato tutte quelle persone che devono fare per essere o per apparire.
Il vero pigro, giusto per fare un esempio, è quello che mangia una banana al posto della mela perché si sbuccia subito senza coltello. Che il cocomero sarà pure buono, ma devo star lì a sputare tutti i semi.
Secondo me, la pigrizia andrebbe rivalutata.
E magari passare nella lista "pregi".
Ma io, naturalmente, sono un po' di parte.

venerdì 9 ottobre 2015

C'è grossa crisi! (cit. Quèlo)

Ieri mi chiama l'ennesimo operatore con l'ennesima offertissima solo ed esclusivamente per me.
Appena dico 'Pronto' sento il tipico sottofondo del call center.
Alzo gli occhi al cielo, implodo un bestemmione e il mio cervello cerca di elaborare velocemente la scusa che userò per riattaccare.
"Sono in galleria..." potrebbe andare.
"Scusi non posso parlare sono in riunione, potrebbe gentilmente richiamare?"...no questa no, si sente il rumore di piatti e forchette e, a meno che io non faccia una riunione con Cracco e Bastianich, non va bene.
"Pronto....pront...pr..nt...to...no...ento..." sì dai stasera uso questa, penso in un nanosecondo.

"Pvonto, signova Vo...(il mio cognome inizia per R), buonaseva, disturvo?"

Non ci volevo credere...io odio quelli con la erre moscia.
Toh, l'ho detta papale papale, senza tanta diplomazia (strano, di solito è il mio forte!).
Per carità sarà pure un difettuccio a cui nessuno fa più caso, anche se con un mediocre logopedista si risolverebbe abbastanza semplicemente, ma non sopporto quando sento qualcuno che parla con la "evve".
Io sarò pure esaurita ma cazzo, dico, c'hai sto difetto e va bene, ma ti dovevi proprio scegliere un mestiere basato solo ed esclusivamente sulla voce?

Già il tuo lavoro consiste nel rompere i coglioni alla gente, soprattutto a cena, almeno avessi una bella parlantina forse qualcuno potrebbe farsene una ragione.
Ma così non ti si può sentire!!

Non potevi fare l'idraulico che al massimo dicevi "Ecco fatto! Sono 200 euvo senza fattuva"?

Per fortuna c'è la crisi, che ultimamente è la migliore scusa per giustificare qualsiasi cosa.

P.S.: per la cronaca, non sono riuscita a dire niente. Ho chiuso la telefonata e basta. Che cafona!

martedì 6 ottobre 2015

Elogio del "Non lo so"

Riflettevo sull'affermazione "Non lo so".
Tempo fa non mi piaceva, forse perché da giovani era considerato un segno di inferiorità il non conoscere qualcosa.
Non sai qualcosa quindi sei ancora piccolo.
Non sai qualcosa allora non hai studiato, quattro.
Non sai qualcosa, sei stupido.
Ho sempre cercato di non rispondere "non lo so" a qualsiasi domanda su qualsiasi argomento. Preferivo pensare, ragionare e magari cercare di dare qualche risposta sensata.
Conosco molte cose su molti argomenti diversi.
Qualcuno mi chiama (poco simpaticamente) "tuttologa", in realtà sono semplicemente curiosa e ho buona memoria.
Ultimamente mi sembra (manie di persecuzione) che tutti si aspettino risposte da me.
Cosa è quello?... Come si fa questo?... Perché fa così?...
Molte risposte le so, molte le ragiono e alcune le improvviso.
Poi mi è venuta in mente questa frase meravigliosa: NON LO SO!
La sto rivalutando.
In sette lettere si racchiude l'umiltà più semplice, la consapevolezza dei nostri limiti.
"So di non sapere" diceva qualcuno qualche annetto fa, filosofia pura.
Così il "non lo so" si trasforma, me ne vanto e me ne frego se deludo l'aspettativa del mio interlocutore.
Da oggi lo userò anche per svicolare da qualche discussione a cui non voglio partecipare.
Forse smetteranno di farmi domande. Speriamo.

martedì 29 settembre 2015

La casalinga. Seconda parte.

Rileggendo la prima parte mi sono accorta che nel loop non ho inserito 'autista per allenamenti'.
Non vorrei mai che poi non comparisse questa mansione nel mio curriculum, ci tengo alla precisione.
Eravamo rimasti che come casalinga non mi so vendere.
Adesso mi spiego meglio.
Vedo moltissime casalinghe sempre indaffarate, che ogni volta che vai a casa loro o quando tornano i loro mariti dal lavoro si fanno trovare sempre a pulire il bagno, i pavimenti, fare le lavatrici.
Io invece sono il contrario.
Tutte le mie attività cerco di concentrarle quando a casa non c'è nessuno.
Non per mia comodità, ma perchè quando mio marito e mio figlio sono a casa ho voglia di passare del tempo con loro, di chiacchierare, di giocare.
Non mi va di togliere del tempo alla mia famiglia per le pulizie o la lavatrice.
La mia casa non sarà mai lucida come quella delle pubblicità (dannate pubblicità!! Rovinate la vita a migliaia di casalinghe, dovremmo denunciarvi...), ma posso tenerla decentemente pulita senza sottrarre tempo a nessuno.
Quindi cerco di concentrare tutto quello che ho da fare quando nessuno mi vede.
E questa è la prima grossa cazzata che faccio.
Quando Simone rientra la sera io sono lì ad aspettarlo con caffè e biscottini (naturalmente home made, tiè!) per poter parlare della giornata appena trascorsa.
Non mi vede (quasi) mai con la scopa in mano, sudata e ringhiante mentre impreco in sanscrito che il pavimento bianco non è stata un'idea molto furba.
E questa è la seconda cazzata.
Quello che faccio non è documentabile.
Cioè, dai, i vestiti sono sempre puliti e stirati, la casa è pulita, la cena è sempre pronta... mica vogliamo credere che gnomi benevoli hanno fatto tutto il lavoro al posto mio?
Però un conto è vedere e un conto è sapere.
Quasi quasi da domani metto una scopa vicino l'ingresso.
Appena arriva qualcuno mi alzo dalla poltrona e mi faccio trovare con la scopa in mano... ;-)

domenica 27 settembre 2015

La casalinga. Parte prima.

Da sette anni la mia attività principale è fare la casalinga.
Per scelta, per amore, per forza, per...comunque sia faccio questo tutto il tempo.
Diciamolo chiaramente: E' UN LAVORO DI MERDA. Secondo solo a quello di Babbo Natale
Innanzitutto perchè non è un lavoro, in quanto non retribuito.
Poi perchè gli orari sono da schiavitù: H24, 7 giorni su 7.
Niente ferie: 365/365.
Possibilità di avanzamento di carriera: zero.
Massima aspirazione: il folletto o, meglio ancora, il roomba.
Per il resto del mondo attivo sei e sarai sempre quella che non fa un cazzo tutto il giorno, che ha tempo da occupare in cazzate di vario genere e che quindi è sicuramente libera per farti un favore 'che tanto non c'hai un cazzo da fare'. (troppi "cazzi" nella stessa frase? Scusate la mia rigida educazione cattolica...).
Come se non sapessi come impiegare le ore della tua lunghissima, vuota e noiosa giornata.
Quando lavoravo (pure troppo) avevo sempre qualcuno pronto ad aiutarmi 'che, poverina, lavora tante ore ha bisogno di una mano'.
Tante mancanze erano concesse, anzi quasi tacitamente comprese e accettate.
In casa nessuno si aspettava niente di più di un pasto caldo al giorno giusto per sopravvivere e di una pulizia molto ma molto approssimativa. Il sabato era sabato per tutti e la domenica fuochi spenti e relax.
Per dire: ho perso il gusto del fine settimana.
Prima urlavo a squarciagola "E' VENERDIIIIIII!!!!!!" pregustando il meritato riposo.
Adesso tra un lunedì e un sabato per me cambia poco; ultimamente, poi, con Simone che lavora a giorni alterni è veramente uguale.
Lavo, stiro, cucino, pulisco.
In un loop da Cenerentola di merda.
E poi non ho proprio la mentalità della casalinga, non sono brava a vendermi.
Ma questo ve lo spiego nella seconda parte....stay tuned!!


domenica 20 settembre 2015

Di piccole cose

Metti in carica il mio lettore mp3, che la sera quando mi lascia a piedi sborbotto e mi lamento ma poi tanto sai che mi dimentico di ricaricarlo.

Quando sono un po' giù mi prepari la colazione all'americana con uova e toast, che sai come farmi sorridere di prima mattina.

Mi porti sempre un dolcetto ogni volta che fai la spesa, come a dirmi 'ti ho pensato'.
Parcheggi vicino all'ingresso, che sai che odio camminare a vuoto.

Dopo vent'anni ci mandiamo ancora sms come due fidanzatini.

Sai che un abbraccio vale più di mille parole, e a chiacchiere non sei certo bravo ma come abbracci tu nessuno mai.

Cerchi ancora la mia mano quando passeggiamo e questo mi fa sciogliere come quando avevo 15 anni.

Dici che sono una rompi e che non sopporti gli animali in casa, ma poi passi due settimane a costruire una gabbia per il mio nuovo pappagallo.

L'amore, quello vero, non è fatto di grandi gesti e troppe parole.
Ma di piccole cose.

domenica 6 settembre 2015

La mamma del Dixan

Lo so che sei solo frutto della fantasia di un povero pubblicitario con qualche problema irrisolto con la madre.
Altrimenti non c'è altra spiegazione.
Avete visto la nuova pubblicità del Dixan o di detersivi simili?
Una bambina spiega che la mamma è fantastica perché non perde mai la calma,  anche quando fa un pasticcio.
Questa allegra famigliola vive in una casa con pareti candide e mobilio tutto imbottito da cuscini anch'essi candidi.
Tutti i componenti (madre e due figli piccoli) vestono sempre e solo camicie bianchissime.
E i bambini così conciati fanno qualsiasi cosa. Mangiano gelati più grandi della loro testa, preparano ragù bolognesi che è una meraviglia.
Di reale c'è solo che si sporcano come maiali nel fango. E la mamma in tutto questo bordello cosa fa? Strilla, impreca, produce bava verde e minaccia?? Nooooo...lei sorride beata e lava tutto, che in confronto la mamma del Mulino Bianco sembra la strega di Biancaneve.
Ascolta cara bambina dello spot, devi sapere una cosa.
Tua madre non è fantastica.
Nella migliore delle ipotesi si droga, e anche pesantemente.
Oppure semplicemente è una grandissima deficiente.
Perché una che veste due bambini piccoli sempre di bianco e si circonda di imbottiti bianchi mentre elargisce sughi e gelati a palate non sta bene. Ha bisogno di cure immediate.
O siamo tutte stupide noi che ricopriamo il divano con teli improponibili, che compriamo gelati proporzionati alla bocca del ricevente?
E siamo cattive se ci scappa un "porca puttana hai macchiato pure 'sta maglia!!"???
Mio figlio ha 10 anni e ancora mangia la pasta al ragù a petto nudo, anche a dicembre.
E al posto di "mamma non perde mai la pazienza" dice "mamma qualche volta sbrocca di brutto".
Caro signor pubblicitario pagato da Dixan, se pensavi di farmi sentire una mamma di merda, non ci sei riuscito.
Se volevi convincermi a comprare il tuo prodotto per diventare una mamma migliore, non ci sei riuscito.
Smetti di drogarti e guarda in faccia la realtà.
Quelle mamme lì non esistono più nemmeno nelle pubblicità.